Pesce

Espersen

Compriamo il merluzzo utilizzato nel nostro panino Filet-O-Fish da Espersen, un'azienda danese, con sede a Rønne, leader nella produzione di pesce congelato, specializzata nella trasformazione di pesce bianco e rinomata per la qualità del prodotto finito.

Un'azienda che compra la materia prima solo da allevamenti in costante miglioramento e da pescatori che utilizzano sistemi di pesca che non alterino gli ecosistemi marini.

Espersen aderisce a Sustainable Fisheries Partnership e al progetto Baltic Cod Fisheries Improvement Partnership Forum, con l'obiettivo di tutelare la popolazione ittica del Mar Baltico attraverso l'applicazione di regole condivise, pratiche di pesca rispettose dell'ambiente e l'istituzione di aree protette.

Da sempre l'azienda opera a livello internazionale per preservare le riserve di pesce mondiale, anche dette stock. Per questo motivo aveva sospeso tre anni fa l'acquisto di merluzzo dell'Est del Mar Baltico, specie ittica giudicata in pericolo.

La situazione, oggi, è cambiata ed Espersen ha ricominciato ad acquistare questa materia prima. Le risorse ittiche sono cresciute, rispondono a precisi standard e sono stati apportati miglioramenti sul sistema di controllo e di gestione.

I dati diffusi dall'International Council for the Exploration of the Sea, una comunità scientifica che si occupa di ricerca sugli ecosistemi marini del Nord Atlantico e del Mar Baltico, hanno confermano che si può tornare a comprare merluzzo in questi mari: le riserve ittiche sono aumentate del 15% e le industrie hanno finalmente apportato i cambiamenti necessari per ottenere le certificazioni richieste.

Esistono, quindi, i presupposti di conformità ai parametri stabiliti dalla politica McDonald's di approvvigionamento del pesce, elaborata nel 2005 con l'International Conservation, un'organizzazione internazionale non profit con la missione di proteggere le scarse ma preziose risorse del pianeta.

Attualmente vengono rispettati i criteri di pesca sostenibile stabiliti dal Marine Stewardship Council, un organismo che sosteniamo e che sproniamo ad agire costantemente per migliorare le condizioni generali del mercato mondiale del pesce.



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Vuoi saperne di più sui sistemi di certificazione McDonald's?

I grandi gruppi del settore alimentare solitamente richiedono ai propri fornitori una serie di certificazioni obbligatorie o volontarie che attestino, attraverso un processo formale, il rispetto di determinati standard di sistema o di prodotto.

Le certificazioni vengono rilasciate da enti di certificazione esterni accreditati a seguito di controlli periodici che attestino l'aderenza dell'azienda a una serie di parametri stabiliti e riconosciuti nel rispetto del principio della terzietà , ovvero in assenza di interessi diretti nell'attività svolta dalla società analizzata.

Tra le certificazioni più diffuse si trovano:

ISO 9001: 2008: sistema di gestione per la qualità. Serve a garantire una costanza nella qualità del prodotto attraverso il contributo di tutti i reparti aziendali

ISO 14001:2004: sistema di gestione ambientale. Si preoccupa di tenere sotto controllo l'impatto ambientale di un'azienda con l'obiettivo di individuare soluzioni per migliorarne continuamente la sostenibilità

UNI EN ISO 22000:2005: sistema di gestione per la sicurezza alimentare. Nasce per gestire le informazioni e controllare il rispetto di determinati standard da parte di tutte le aziende partecipanti alla filiera agroalimentare.

UNI 11020: sistema di rintracciabilità nelle aziende agroalimentari. Serve a risalire alla provenienza delle materie prime dei prodotti trasformati attraverso un percorso documentato che ne ricostruisca la storia.

UNI 10939: sistema di rintracciabilità nelle filiere agroalimentari. Serve a garantire che ognuno degli attori della filiera applichi le procedure previste per il suo segmento produttivo.

STANDARD BRC (British Retail Consortium) e IFS (International Food Standard): si tratta di parametri di riferimento stabiliti rispettivamente dalla grande distribuzione inglese e da quella tedesca e francese per poter valutare i fornitori di prodotti alimentari sulla sicurezza igienica e sul rispetto di determinate norme di processo

EUREPGAP: schema volontario, introdotto dall'associazione dei più importanti distributori europei, volto a sostenere la commercializzazione di prodotti agricoli coltivati nel rispetto di un protocollo comune che garantisca: sicurezza alimentare, protezione ambientale e salute sul lavoro. Attesta che i prodotti ortofrutticoli siano stati ottenuti nel rispetto di quelle che sono indicate come Buone Pratiche Agricole (Good Agricultural Practice, GAP) nel tentativo di minimizzare l'impatto ambientale di allevamenti e coltivazioni e ridurre l'utilizzo di fertilizzanti chimici.

HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point): sistema di autocontrollo igienico obbligatorio che ogni operatore del settore della produzione di alimenti deve mettere in atto al fine di prevenire l'insorgere di problemi igienici e sanitari. Attraverso questa metodologia si riescono a evidenziare tutti i punti critici di un processo produttivo alimentare per, poi, poter adottare sistemi di prevenzione adeguati.

SQMS: schema interno adottato da McDonald's a livello internazionale di verifica dell'aderenza dell'intero Sistema di Qualità aziendale a precisi standard e requisiti. Viene effettuato dai più noti enti esterni di certificazione ed è volto a stabilire se un nuovo fornitore presenta i requisiti minimi richiesti da McDonald's per diventare uno dei suoi. Viene poi ripetuto ogni anno, per verificare che gli standard minimi richiesti vengano mantenuti e migliorati nel tempo.

MAAP (McDonald's Agricultural Assurance Programme): strumento che utilizziamo per valutare gli standard agricoli applicati nella produzione delle materie prime dei nostri menu: farine, carne, pollo, pesce, formaggi, patate, insalata e verdure. Siamo partiti dagli innumerevoli schemi di sicurezza diffusi a livello internazionale per, poi, arricchirli con le migliori esperienze pratiche dei nostri partner in ognuno dei loro settori di competenza. Ci permette di monitorare e controllare la qualità, sicurezza e sostenibilità di tutti gli ingredienti che ci vengono forniti prendendo in considerazione varie aree strategiche: gestione ambientale, buone pratiche agricole, benessere e salute degli animali, trasparenza e genetica. Gli standard a cui i fornitori devono tendere sono molto precisi e vengono aggiornati ogni anno in modo da riuscire a guidare un meccanismo di miglioramento continuo.

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