L'insalata

Tutte le nostre insalate vengono coltivate, selezionate e lavate con cura per, poi, arrivare nei ristoranti in comode confezioni pronte all'uso.

Per ogni busta, grazie a un codice identificativo, è possibile individuare con rapidità il lotto di produzione, l'origine delle materie prime, grazie ai relativi quaderni di campo e, quindi, la quantità e natura dei trattamenti sostenuti durante il ciclo di coltivazione.

I germogli delle piante provengono tutti da semi non OGM, vengono coltivati in campi aperti e portati a maturazione.

Le piante vengono fatte crescere secondo le Buone Pratiche Agricole.

La data di raccolta viene stabilita da tecnici agronomi e, nel giorno fissato, i cespi vengono tagliati facendo in modo di lasciare a terra la corona di foglie esterne , che sono quelle potenzialmente meno pulite.

Entro quattro ore, l'insalata viene spedita allo stabilimento su dei camion a una temperatura che, da questo momento in poi, verrà mantenuta tra e .

Le foglie d'insalata vengono, quindi, tagliate, lavate una prima volta in acqua fredda per eliminare i residui principali di terra,rilavate una seconda volta per privarle di eventuali residui da taglio, scolate, centrifugate, porzionate e imbustate.

L'atmosfera modificata delle buste, che prevede una quantità di ossigeno ridotta in base alla tipologia di insalata, permette di conservarle fresche e fragranti fino al momento del consumo senza ricorrere a conservanti, coloranti o aromi.



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Vuoi saperne di più sulle Buone Pratiche Agricole?

I nostri coltivatori e allevatori devono attenersi costantemente a una serie di Buone Pratiche che coinvolgono tre aree di valutazione:

ETICA: salute e sicurezza del personale coinvolto nella produzione, sicurezza degli alimenti e salute e benessere degli animali

AMBIENTE: i programmi di coltivazione e allevamento devono essere trasparenti, monitorabili, efficienti e sostenibili, pertanto devono avvenire senza danneggiare gli ecosistemi ambientali. Controlliamo, dunque, continuamente: livello di emissioni prodotte, efficienza energetica, utilizzo di fonti rinnovabili, utilizzo di combustibili fossili, fertilità e salute del suolo, nutrizione della terra, inquinamento dell'acqua, utilizzo efficiente delle risorse idriche, utilizzo di fertilizzanti chimici, utilizzo di sostanze organiche potenzialmente inquinanti, utilizzo di OGM e pesticidi, produzione di rifiuti, smaltimento di sostanze tossiche, utilizzo delle discariche, rispetto dei cicli naturali biologici, rispetto della biodiversità, conservazione dell'ambiente circostante, delle risorse naturali, degli ecosistemi e delle specie viventi.

ECONOMIA: la produzione di cibo a un costo accessibile deve avvenire con un impatto positivo sulle economie locali e rurali, promuovendone lo sviluppo e migliorandone continuamente le condizioni anche attraverso l'istituzione di percorsi di formazione per il personale e la costruzione di infrastrutture e servizi pubblici.

Vuoi saperne di più sulla conservazione in atmosfera modificata?

L'atmosfera modificata è un metodo che permette di conservare prodotti alimentari a basse temperature in confezioni chiuse ma permeabili all'interno delle quali, grazie a impianti specifici, è stata ridotta la concentrazione di ossigeno e aumentata quella di anidride carbonica in modo da impedire il formarsi di muffe e batteri.

I prodotti ortofrutticoli, infatti, vivono e respirano anche dopo la raccolta, una volta tagliate le radici, producendo calore, vapore acqueo, anidride carbonica e composti aromatici che ne determinano il naturale processo di ossidazione e, quindi, il decadimento.

Abbinare l'atmosfera modificata al freddo significa rallentare il metabolismo dei prodotti vegetali, abbassandone ma non bloccandone la velocità di maturazione, pertanto preservarne più a lungo le caratteristiche organolettiche, tra cui aspetto e consistenza, e le proprietà nutritive, tra cui la presenza di vitamine.

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