L'Asiago
L'Asiago DOP che abbiamo usato nel panino
McItaly con asiago e crema di carciofi, come
attesta la denominazione di origine protetta, è stato prodotto solo
sull'Altopiano di Asiago, sulle Prealpi Vicentine nella zona a nord
della provincia di Vicenza.
Ogni forma era garantita e certificata dal
Consorzio Tutela d'origine e il latte intero, di
uno o due mungiture e di origine esclusivamente vaccina, veniva
raccolto esclusivamente nelle province di Vicenza, Trento, Padova e
Treviso.
Il processo di produzione si è attenuto a
precise procedure lungo tutta la filiera.
La coagulazione del latte, cioè la separazione
della sua componente proteica e lipidica da quella acquosa, si
ottiene in apposite caldaie mediante l'addizione di
caglio di origine bovina in un range di
temperature generalmente compreso tra 35-40°.
La cagliata viene scissa dal siero quando
raggiunge un'adeguata consistenza attraverso un apposito strumento
chiamato lira in modo da ottenere granuli
sufficientemente grossi, della dimensione di una noce.
Quindi, viene la pasta viene
semicotta fino ad innalzarne la temperatura a 44°C
± 2°C, estratta dalla caldaia e posta su un banco di lavorazione
per le operazioni successive:
taglio della massa caseosa spurgata dal siero;
spargimento del sale; rivoltamento della pasta;
porzionatura e messa in stampo; applicazione delle
placchette di caseina che identificheranno con un
numero progressivo ogni singola forma; pressatura
delle forme con torchi manuali o presse di tipo pneumatico;
deposizione delle forme in fascere marchianti per
imprimere sui bordi il marchio di origine DOP Asiago;
presalatura per almeno 48 ore in condizioni di
temperatura ed umidità controllate; eventuale
salatura che può avvenire a secco per aspersione
superficiale o in salamoia (20 ± 2 °B);
stagionatura che avviene in almeno in 20 giorni in
magazzini a determinate temperature di stoccaggio e percentuali di
umidità.
Il Parmigiano Reggiano
Il Parmigiano Reggiano viene prodotto
esclusivamente nelle province di Parma, Reggio
Emilia, Modena, Mantova a destra del Po, Bologna a sinistra del
Reno.
In questo territorio si concentrano anche i quattromila
allevamenti di bovine da cui proviene il
latte che, poi, verrà trasformato per ottenere il
formaggio.
Gli animali vengono alimentati a base di
foraggi locali nel rispetto di un rigido
regolamento disciplinare che vieta l'uso di
foraggi insilati e alimenti fermentati.
La qualità del latte viene costantemente
monitorata per fare in modo che al termine del processo si ottenga
un prodotto del tutto naturale, privo di additivi
o conservanti.
Tutte le fasi della produzione avvengono nel
rispetto degli standard definiti dal Consorzio in
modo da ottenere un prodotto unico, sicuro e di qualità.
Ogni forma viene controllata attraverso
prelievi periodici di campioni di prodotto che poi
vengono analizzati in laboratorio mentre gli
ambienti di lavorazione vengono costantemente
ispezionati per verificarne le condizioni igieniche.
I maestri casari, in centinaia di
caseifici artigianali, continuano a ripetere gli stessi gesti
da nove secoli per riuscire a produrre un
formaggio assolutamente garantito caratterizzato dalla tipica
struttura granulosa che si frattura a scaglia.
Al termine della fase di stagionatura, che deve
durare almeno 12 mesi, ogni forma viene esaminata
dagli esperti del Consorzio di Tutela che apporranno il
bollo a fuoco solo se esistono tutti i requisiti
per ottenere la denominazione d'origine protetta.
La Mozzarella e la Provola
La mozzarella di Lat Bri che abbiamo usato era
prodotta esclusivamente con latte 100%
italiano, proveniente da
allevamenti attentamente selezionati, e seguiva un
percorso di produzione tradizionale, che si è
consolidato nel corso dei secoli.
Il latte fresco arriva ogni giorno negli
stabilimenti dove viene immagazzinato in
recipienti che ne preservino le caratteristiche
organolettiche.
Quindi, viene pastorizzato a una temperatura di
circa 35° in modo da eliminare tutte le impurità e convogliato in
vasche di coagulazione dove il suo grado di
acidità verrà portato microbiologicamente a 5.5
Ph/cc.
La cagliata si otterrà aggiungendo del caglio
bovino liquido per, poi, romperla e ridurla alle dimensioni di una
di noce. Verrà fatta riposare sotto siero per 2/3
ore.
Segue un'immersione in acqua
bollente a una temperatura compresa tra 80° e 90°
di modo che la cagliata assuma la consistenza di pasta
filata.
A questo punto, sarà morbida ed
elastica a sufficienza per farle assumere la
forma e le dimensioni desiderate.
L'ultimo passaggio consiste in un bagno in
acqua gelida per 30 minuti, tra 4° e 6°, per far rassodare il
formaggio che, poi, verrà salato e
confezionato.
Ogni busta conterrà il proprio liquido di
governo, costituito da acqua di filatura addizionata con sale e
siero acido diluito ma non altri conservanti, che permetterà di
conservare le mozzarelle per 20 giorni a 4 gradi.
Il processo di produzione della provola segue
gli stessi passaggi ad eccezione della fase di
filatura che viene condotta manualmente facendo in
modo di assorbire la minore quantità di acqua possibile per
ottenere una pasta più consistente.
Il Pecorino
Il Pecorino usato nelle nostre ricette con Pecorino (es.
280gr Pecorino) preveniva da Zappalà ed è stato prodotto
secondo processi tradizionali a partire dal latte
utilizzato che è esclusivamente di pecora
pastorizzato e che proveniente da una filiera interamente
controllata visto che si tratta dell'ingrediente base del
formaggio.
Zappalà per noi controllava controlla costantemente tutti i
lotti di produzione prima e dopo la consegna ai
clienti, attraverso laboratori di analisi coordinati dallo
stabilimento di Zafferana.
Il Formaggio fuso
Il formaggio fuso del nostro panino Big
Mac è a base di cheddar, un formaggio
tipico inglese a pasta dura e dal sapore deciso, prodotto con
materie prime di qualità. Il processo di fusione trasforma le forme
migliori di cheddar in squisite fette che
mantengono inalterate tutte le proprietà nutritive
e il gusto della specialità casearia inglese.
Gli additivi emulsionanti e i sali di fusione aggiunti durante
la fusione a caldo ad alta temperatura trasformano
la massa di caseina del formaggio in un reticolo prima, e in un
composto poi, dall'aspetto omogeneo, fluido e viscoso.
Alla miscela vengono in seguito aggiunti ingredienti come sale,
burro e siero di latte in polvere allo scopo di stabilizzarla e
correggerne l'acidità. Dopo la pastorizzazione a
80-90°C e il successivo raffreddamento si passa
infine al dosaggio. La formulazione dei formaggi
fusi, prodotti a lunga conservazione, prevede
inoltre l'aggiunta di conservanti come nisina e sorbato di
potassio.
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