Dott. Giuseppe Politi - Presidente Confederazione Italiana Agricoltori
Confederazione Italiana Agricoltori
La Confederazione italiana agricoltori (Cia) è un'organizzazione
laica e autonoma dai partiti e dai governi. Opera in Italia, in
Europa e a livello internazionale per il progresso dell'agricoltura
e per la difesa dei redditi e la pari dignità degli agricoltori
nella società. Organizza gli imprenditori agricoli e tutti coloro
che sono legati all'attività agricola da rapporti non transitori.
La Cia si articola in associazioni di categoria, istituti e società
che operano per la sicurezza alimentare e la salvaguardia
dell'ambiente, nel campo dell'assistenza previdenziale, sociale,
sanitaria, fiscale e tributaria, della consulenza tecnica, della
formazione, dell'assicurazione, dell'agriturismo, dell'agricoltura
biologica e per la tutela degli anziani, delle donne e dei giovani.
La confederazione ha rappresentanti nei maggiori organismi
internazionali, comunitari, nazionali, regionali e provinciali.
Fondata nel dicembre del 1977 come Confederazione italiana
coltivatori, al suo quinto congresso (giugno del 1992), ha
modificato la sua denominazione e ha assunto, appunto, quella di
Confederazione italiana agricoltori per valorizzare il ruolo
moderno dell'agricoltore e della sua impresa. La Cia è una delle
più grandi organizzazioni professionali agricole europee. Gli
iscritti sono oltre 900.000, di cui circa 300.000 imprenditori
agricoli e per il restante lavoratori agricoli subordinati,
compartecipanti familiari, coadiuvanti, tecnici, pensionati. La
Confederazione ha una struttura nazionale e sedi regionali,
provinciali e locali. La Cia è presente in tutte le regioni e le
province. Le sedi zonali permanenti sono 417 e assicurano una
presenza capillare dei nostri operatori nella maggioranza dei
comuni italiani. La Cia ha una sede di rappresentanza a
Bruxelles.
Made in Italy, sempre? Quanto influisce l'origine di un
prodotto sulla sua qualità?
Abbiamo sempre sostenuto la necessità di valorizzare il "made in
Italy" perché rappresenta un patrimonio importante e perché esalta
la qualità, la tipicità e il legame con il territorio del nostro
agroalimentare. Questo, tuttavia, non significa essere
protezionisti. Siamo aperti al mercato e con esso intendiamo
confrontarci, purché ciò avvenga nel rispetto delle regole e
soprattutto abbia il suo presupposto essenziale ed imprescindibile
nella sicurezza alimentare. L'origine di un prodotto non significa
necessariamente qualità. Permette, però, al consumatore di fare una
scelta ben precisa. Nel caso specifico del "made in Italy" possiamo
affermare che la qualità esalta e valorizza la multifunzionalità
propria dell'agricoltura. Cosa si intende per cibo di qualità? Per
noi la qualità è l'insieme di caratteristiche igieniche,
organolettiche, nutritive, psico-culturali, etiche, ambientali e
relative al benessere animale, nonché tecnologiche e di servizio,
che rispondono alle aspettative di consumatori sempre più attenti e
sensibili alla ricerca di gusto, ma anche di valori di altro
genere. Questo diversificato insieme di aspettative comporta che la
qualità nel settore agricolo ed alimentare si estrinseca in una
ampia gamma di tipologie di prodotti. Molto probabilmente nessun
altro settore ha una gamma altrettanto estesa di soluzioni. Questo
fatto determina grandi opportunità al mondo produttivo, ma anche la
necessità di un quadro normativo idoneo e flessibile.
Come possono essere controllate e garantite qualità e
sicurezza dei cibi?
Nel ribadire la nostra condivisione dell'obiettivo di arrivare
ad un quadro politico e normativo in grado di promuovere e tutelare
la qualità dei prodotti agricoli, evitando costi ed oneri
aggiuntivi per i produttori, crediamo che sia essenziale la
definizione delle linee strategiche di una politica europea della
qualità dalla quale far scaturire la competitività del settore ed
il benessere dei cittadini. La Cia individua nel rafforzamento del
legame con il territorio, nella soddisfazione e fiducia dei
consumatori e nella semplificazione amministrativa i pilastri su
cui fondare una efficace politica della qualità. Per la Cia la
sicurezza igienico-sanitaria è strettamente legata alla qualità e
ne rappresenta un prerequisito. La sicurezza più che un bisogno è
un diritto dei consumatori, e per questo motivo deve essere
garantita per qualsiasi prodotto alimentare immesso sul mercato,
tanto per quelli interni, quanto per quelli importati da paesi
terzi, a prescindere dalle varie peculiarità distintive e
qualitative.
I prodotti certificati come, ad esempio, quelli
contraddistinti dal marchio DOP sono migliori di
altri?
Indubbiamente i prodotti a denominazione d'origine sono ottimi e
vengono tutelati da un disciplinare molto rigido. Questo, però, non
significa che le altre produzioni siano scadenti. Nel nostro Paese,
ad esempio, vi sono circa 5 mila prodotti tipici e legati al
territorio. Per la Cia resta prioritaria l'esigenza di una migliore
tutela delle Dop e delle Igp sia a livello nazionale che in Europa
e nei paesi terzi. I casi di concorrenza sleale, agro pirateria o,
per gli amanti della lingua inglese, l'italian sounding, sono
sempre più intensi e frequenti e arrecano danni di immagine ed
economici (decine di miliardi) all'agricoltura italiana.
Considerato il recente riconoscimento della Dieta Mediterranea
quale patrimonio dell'umanità, questi fenomeni potrebbero
addirittura aumentare. È necessario un impegno per debellarli,
creando strumenti in grado di combattere la pirateria economica e
difendere l'identità dei nostri prodotti. Ribadiamo, quindi,
l'urgenza di accrescere e rafforzare gli strumenti pubblici di
tutela per combattere le contraffazioni e l'uso di denominazioni
somiglianti o evocative anche attraverso il finanziamento, per un
loro ruolo attivo, delle azioni dei Consorzi di tutela e delle
Associazioni dei produttori, coordinato con le Autorità degli Stati
membri e della Commissione.
Quanto sono efficaci le normative comunitarie e
nazionali in materia di tutela della qualità dei prodotti
alimentari?
Per la Cia è fondamentale riportare in Europa la fiducia dei
consumatori a livelli alti attraverso l'affidabilità dei processi e
la serietà del sistema, un'informazione corretta ed autorevole, la
trasparenza del mercato e l'autorevolezza degli organismi di
controllo e di certificazione. C'è, poi, la necessità di
semplificazione amministrativa attraverso la riduzione delle norme
e la loro applicazione in maniera efficace, annullando le
duplicazioni di procedure, valorizzando l'autocontrollo dei
produttori e la vigilanza pubblica, con l'ausilio delle nuove
tecnologie informatiche. Sono questi gli elementi, alla base del
progetto politico della Cia del "Nuovo patto tra agricoltura e
società", che hanno guidato il nostro approccio alle iniziative
dell'Ue sulla qualità e la sicurezza alimentare.
Come può fare un consumatore a capire se un prodotto è
sicuro e di qualità?
Una etichetta chiara e trasparante, con l'indicazione di
origine, è sicuramente un elemento di garanzia. Non solo. Oltre ai
sistemi di qualità regolamentati dal pubblico, esistono diversi
schemi di certificazione volontaria per prodotti freschi o
trasformati, che rappresentano opportunità aggiuntive per i
produttori e per le filiere e sono un elemento di ulteriore tutela
per il consumatore. La Cia auspica, a questo fine, la
predisposizione di linee guida finalizzate a sistematizzare,
agevolare e semplificare la comunicazione e renderla più
comprensibile possibile per il consumatore. Sempre nell'ottica
della semplificazione, la Cia auspica una migliore armonizzazione
tra le strutture pubbliche di vigilanza e controllo e gli organismi
di certificazione pubblici e privati, accreditati ai sensi delle
norme ISO 45.000. Questa armonizzazione potrebbe accrescere
l'efficacia dei controlli, riducendo nel contempo i costi degli
operatori e di sistema e gli oneri per le aziende. Per la Cia è
indispensabile creare le condizioni grazie alle quali l'agricoltore
dovrà dedicare meno tempo per le carte ed avere più tempo per
produrre qualità.
Come può il ristoratore contribuire all'educazione sulla
qualità dei cibi?
Prima di tutto dobbiamo contare sull'onestà del ristoratore. C'è
poi il sistema dei controlli sulla ristorazione che nel nostro
Paese è molto efficace.
Come si concilia la necessità di offrire prodotti a un
prezzo accessibile con la tutela della qualità?
La qualità di un prodotto e la sua sicurezza non significano
necessariamente prezzi alti. Si può garantire certe caratteristiche
anche a costi contenuti, specialmente quando l'intera filiera
agroalimentare opera attraverso rapporti stretti che permettano
oneri meno pesanti, che alla fine ripercuotono in maniera positiva
sul consumatore.
Gli articoli postati riportano le opinioni dei soggetti
intervistati che McDonald's/Coop si è limitata a riprendere al fine
di fornire più opinioni su un determinato tema d'attualità. La
medesima declina altresì ogni e qualsiasi responsabilità in merito
all'inesattezza o non correttezza delle informazioni ivi
riportate.
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