Silvia Migliaccio - Medico Chirurgo, Specialista in Endocrinologia. Dottore Magistrale in Scienza della Nutrizione Umana presso l’Università “Foro Italico” di Roma. All’intervista ha collaborato la Dott.ssa Monica Germani, Dottoressa in Dietistica, studio medico Migliaccio Strumendo.
1. Quali sono le principali ragioni della scelta di una
dieta vegetariana?
Le motivazioni per la scelta di adottare un'alimentazione
vegetariana possono essere diverse: scelta morale, religiosa,
filosofica, salutistica, familiare oppure legata ai propri "gusti
alimentari".
2. Quali sono i vantaggi di una dieta vegetariana per la
salute?
Spesso la dieta vegetariana (totale esclusione di proteine
di origine animale) viene definita erroneamente "più salutare"; ma
in realtà non esiste una dieta che faccia "più bene" o "più male".
Per il benessere dell'individuo è fondamentale, invece,
l'adeguatezza dell'apporto energetico di specifici nutrienti
(proteine glucidi e lipidi) e l'equilibrio nutrizionale per il
mantenimento di un buon stato di nutrizione e quindi di
salute.
I vantaggi sono dati dal minor numero di calorie degli alimenti di
origine vegetale e dalla ridotta assunzione di colesterolo.
3. E quali i vantaggi di una dieta
onnivora?
Una dieta onnivora che rispetti i principi della dieta
mediterranea (definita dall'unesco Patrimonio Immateriale
dell'umanità) è sicuramente il modo più corretto di alimentarsi e
che consente il giusto apporto di tutti i nutrienti.
Va ricordato che da sempre l'uomo è onnivoro. I rischi per la
salute della società odierna sono correlati ai cambiamenti sociali,
economici e culturali che hanno portato profondi mutamenti dello
stile di vita e delle abitudini alimentari della popolazione. Il
progressivo allontanamento dal modello della dieta mediterranea
(esempio di corretta alimentazione), l'aumento della disponibilità
di cibo e numerose altre concause, quali per esempio la
sedentarietà, hanno favorito lo sviluppo di comportamenti
alimentari errati con ripercussioni negative sullo stato di salute.
Gli "eccessi alimentari", pertanto, non sono altro che un esempio
di come la società abbia influenzato le scelte ed i comportamenti
alimentari degli individui, delle famiglie e di intere popolazioni.
Non possiamo quindi attribuire "colpe" alle proteine di origine
animale.
4. Le proteine animali sono
indispensabili?
Da un punto di vista nutrizionale le proteine animali sono
"complete" ovvero contengono tutti gli amminoacidi essenziali e non
essenziali necessari per la sintesi proteica che avvengono a
livello delle cellule dell'organismo umano. Gli amminoacidi
essenziali, cioè quelli che l'uomo non è in grado di sintetizzare,
sono otto e pertanto devono essere assunti con la dieta.
5. I vegetariani sono a rischio di carenza di proteine?
Di anemia?
Gli alimenti di origine vegetale sono carenti di uno o più
amminoacidi essenziali che vengono detti amminoacidi "limitanti".
Ad esempio l'amminoacido limitante dei cereali è la lisina e quello
dei legumi è la metionina. Tuttavia seguendo alcune regole
alimentari che sono fondamentali per chi segue una dieta
vegetariana è possibile ottenere miscele di amminoacidi simili a
quelle della carne o del pesce. La pasta con i legumi rappresenta
un esempio di quanto enunciato: la carenza di lisina della pasta
viene, infatti, bilanciata dall'apporto di amminoacidi dei legumi e
contemporaneamente la carenza di metionina dei legumi viene
compensata dalla componente amminoacidica della pasta.
Un problema importante è la possibile carenza dell'apporto di
ferro in quanto quello contenuto negli alimenti di origine
vegetale, anche se in quantità notevole, ha una ridotta
"biodisponibilità" e pertanto un assorbimento inferiore che varia
dal 2 ad un massimo del 13% (difficilmente raggiungibile) rispetto
al ferro contenuto negli alimenti di origine animale che può essere
assorbito anche fino al 25% della quantità presente (Bjorn-
Rasmussen et al., 1974; Cook & Monsen, 1976; Hallberg et al.,
1992).
6. Quali sono le possibili carenze alimentari e come si
possono compensare?
- Le proteine di origine vegetale sono carenti di uno o più
aminoacidi essenziali e quello presente in minore quantità viene
definito "aminoacido limitante" cioè che limita la sintesi
proteica. Ad esempio l'aminoacido limitante dei cereali è la
lisina, quelli del mais sono la lisina e subito dopo il triptofano,
ed infine quello dei legumi è la metionina. Tuttavia questo
problema può essere superato adottando abitudini alimentari
corrette e facendo i giusti abbinamenti quali ad esempio un
piatto unico a base di cereali e legumi.
- Utilizzando solo cibi di provenienza vegetale si ha una
carenza nell'apporto di alcune vitamine del gruppo B che si trovano
esclusivamente o prevalentemente negli alimenti di origine animale
in particolare la B12 che è importantissima per il corretto
funzionamento del sistema nervoso e per la sintesi dei globuli
rossi.
- Carenza di ferro: in quanto quello contenuto negli alimenti di
origine vegetale, anche se in quantità elevata, ha una ridotta
biodisponibilità e pertanto un assorbimento che varia dal 2 ad un
massimo del 13% (difficilmente raggiungibile) rispetto al ferro
contenuto negli alimenti di origine animale che può essere
assorbito anche fino al 25% della quantità presente. Si potrebbe
aumentare la disponibilità di ferro concludendo il pasto con un
frutto ricco di vitamina C come ad esempio arancia e kiwi.
- La dieta dei vegetariani è inoltre carente nell'apporto di
calcio, a meno che non vengano consumate giornalmente adeguate
quantità di latte, prodotti caseari e vegetali a foglia verde. Tale
problema non si presenta infatti nei soggetti
latto-ovo-vegetariani. Come per il ferro e per lo zinco
l'assorbimento del calcio viene ridotto dalla presenza di fitati,
fibra e tannini. È importante ricordare che nonostante alcuni
prodotti vegetali come gli spinaci, il rabarbaro ed altri abbiano
un alto contenuto in calcio, sono altrettanto ricchi in ossalati
che ne riducono la biodisponibilità.
- Lo zinco è un altro nutriente che è spesso carente nelle diete
vegetariane in quanto le migliori fonti di zinco sono carne,
pollame e crostacei; inoltre diete ricche in fitati e fibre possono
produrre un bilancio negativo dello zinco.
- Una dieta vegetariana stretta apporta anche un basso contenuto
di vitamina D che riduce ulteriormente l'assorbimento e
l'utilizzazione del calcio.
7. La carne rossa è dannosa per
l'organismo?
Assolutamente no se non si eccede nelle quantità (come del resto
per qualsiasi alimento).
8. La carne rossa è causa di obesità?
In Italia attualmente i soggetti obesi (IMC > 30) rappresentano
il 10% della popolazione mentre 10 anni fa erano il 5%. Le cause
non risiedono esclusivamente nell' "hamburger life style" ma sono
molteplici: la riduzione del dispendio energetico (ci spostiamo in
città con auto o mezzi pubblici, usiamo l'ascensore e le
scale mobili piuttosto che le scale, le case sono riscaldate ecc),
la diminuzione dell'attività fisica (lunghe camminate e sport a
livello amatoriale) e l'aumento delle calorie che vengono
introdotte con la dieta, dovuto principalmente alla maggiore
disponibilità di cibo.
9. Chi vuole eliminare il cibo di origine animale può
farlo?
Questa domanda è collegata alla prima risposta, nel senso che se
vi sono motivazioni religiose, filosofiche ecc. tutto è consentito,
ma altrimenti come nutrizionisti noi non consigliamo di
intraprendere una dieta vegetariana.
10. È indispensabile per bambini e neonati assumere
carne, uova e latte?
I neonati non assumono tale tipo di alimentazione bensì latte
materno (o latte in polvere )e lo svezzamento inizia non prima dei
6 mesi con gli alimenti più digeribili e meno allergeni. Le
proteine di origine animale sono fondamentali altrimenti si creano
carenze che possono influenzare le diverse fasi
dell'accrescimento.
11.Chi fa sport può essere vegetariano?
Valgono le considerazioni fatte in precedenza, e nel caso deve
essere seguita una dieta equilibrata.
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