Il nostro impegno

Secondo le linee guida stabilite dal protocollo di Kyoto, entro il 2020 McDonald's ridurrà i consumi del 20% e aumenterà l'uso di fonti alternative  del 20%.

Come tappa intermedia, abbiamo scelto di impegnarci a ridurre del 15% le emissioni nocive, diminuire del 15% il consumo energetico e aumentare del 15% le energie rinnovabili. Tutto entro il 2015, data dell'Expo.

Gli obiettivi sono calcolati sull'impronta ambientale generata per produrre un pasto medio. Questa stima considera la quantità e il tipo di energia consumata: in questa voce rientrano per esempio il risparmio di Kwh per cucina o per ristorante, l'energia proveniente da fonti rinnovabili, le tonnellate di rifiuti create, l'uso di gas refrigeranti.

Dalle prime misurazioni, effettuate nel 2009, è emerso che il sistema di 392 ristoranti aveva prodotto 126.879 tonnellate di CO2  causate da consumi di elettricità e gas, gas refrigeranti, acqua, rifiuti dei ristoranti, consumi della sede e mobilità dello staff. Questo valore totale equivale a 1,08 kg di CO2 per scontrino.

Nel 2013 la stessa misurazione ha messo in luce come il sistema, cresciuto nel frattempo fino a 465 ristoranti, abbia prodotto 71.988 tonnellate di CO2  causate da consumi di elettricità e gas, gas refrigeranti, acqua, rifiuti dei ristoranti, consumi della sede e mobilità dello staff, portando i Kg di CO2  per scontrino a 0,51, un valore inferiore del 53% rispetto a quello del 2009.

Nel 2011 abbiamo inaugurato il nostro primo ristorante "green" a Lainate. Oggi, questa esperienza si è evoluta fino a consentirci di inaugurare il primo McDonald's certificato CasaClima Nature. Il ristorante, inaugurato nel settembre 2014, si trova a San Giovanni Lupatoto (VR) e presenta alcune tra le più efficaci innovazioni tecnologiche in termini di sostenibilità ambientale.

Oltre le parole, ci sono i risultati del nostro impegno.

Noi li consideriamo un buon punto di partenza.

 



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