Intervista al Dott. Arturo Lorenzoni su "Energie Rinnovabili"
1) In questi anni la comunicazione delle aziende ha
sensibilizzato i consumatori in tema di impatto ambientale. Quanto
questa decisione ha radici in una nuova coscienza ambientale
maturata all'interno delle aziende e quanto è frutto invece di una
moda temporanea?
L'orientamento della comunicazione aziendale
verso le tematiche ambientali nasce dalla consapevolezza che i
consumatori sono disposti a premiare tali valori;
non parlerei di moda, ma di necessità per le
imprese di seguire le aspettative e le aspirazioni dei
consumatori.
2) Perché è importante ridurre i consumi energetici e
abbattere le emissioni dannose?
La prima fonte di energia a disposizione per quantità e prezzo è
l'efficienza energetica. È più facile oggi ridurre
i consumi che disporre di quantità ulteriori di energia a prezzi
ragionevoli. Attenzione, migliorare l'efficienza dei nostri consumi
non significa ridurre il nostro benessere con azioni mirate al
risparmio derivante da una privazione di consumo, quanto piuttosto
mantenere il nostro benessere, ma usando tecnologie più
efficienti. Inoltre, il contenimento
delle emissioni di gas ad effetto serra è un
impegno inderogabile che abbiamo verso le generazioni future, al
fine di lasciare loro un pianeta con le stesse opportunità di
quelle che abbiamo avuto noi.
3) Quali sono i benefici per i consumatori di una
riduzione dei consumi e dell'abbattimento delle emissioni di gas a
effetto serra?
I consumatori beneficiano direttamente da una
riduzione dei consumi energetici
in termini di minore spesa ed indirettamente con una migliore
qualità dell'ambiente, sicurezza degli approvvigionamenti
energetici. La riduzione delle emissioni climalteranti, invece, non
ha benefici immediati, ma in termini di
sostenibilità del sistema
energetico e di gestione del rischio di future catastrofi
naturali.
4) Come può un consumatore contribuire, in maniera
diretta o indiretta, all'abbattimento delle emissioni riducendo
l'impatto ambientale che il nostro stile di vita
comporta?
Ognuno di noi con il proprio comportamento e stile di
vita contribuisce in modo più o meno pesante all'impatto
sull'ambiente del sistema energetico. Il momento fondamentale è
quello dell'acquisto delle apparecchiature di consumo: l'attenzione
all'efficienza quando compriamo un frigorifero,
una lavastoviglie, l'automobile o le lampadine di casa ci può
assicurare consumi contenuti per un lungo tempo, senza privazioni.
Se poi vogliamo modificare le nostre abitudini limitando i consumi
non necessari, scegliendo il trasporto pubblico,
adottando comportamenti virtuosi, tanto meglio.
5) Che cosa si intende per energia rinnovabile? Ritiene
fondato il timore che gli incentivi statali per gli impianti di
energie rinnovabili siano ripartiti poi sulle bollette di tutti gli
utenti?
Le fonti di energia rinnovabile sono tutte quelle che derivano
direttamente o indirettamente dal sole, acqua, vento, biomassa,
sole, con l'aggiunta della geotermia e hanno una caratteristica di
grande interesse: il loro utilizzo oggi non ne preclude
l'uso futuro. La conversione del sistema energetico verso
la sostenibilità, in cui non vi siano costi ambientali da pagare
per le nostre forniture energetiche, ha certamente dei costi e
questi non possono che essere pagati dai consumatori stessi.
L'addebito dei costi degli incentivi sulle
bollette è dunque un passaggio indispensabile per correggere le
attuali distorsioni, in cui alcuni costi del sistema energetico,
quelli legati agli impatti sulla salute e sull'ecosistema, sono
accollati alla fiscalità generale.
6) In tema di energia rinnovabile, qual è la posizione
delle aziende italiane rispetto al resto d'Europa? E' vero che i
costi di realizzazione di impianti di energie rinnovabili non sono
uguali in tutte le nazioni europee?
Il costo per lo sviluppo degli
impianti è certamente diverso da paese a paese, in funzione dei
vincoli tecnici e delle procedure amministrative. In Italia i tempi
di autorizzazione e i costi dovuti all'incertezza del mercato
portano a costi maggiori per molte tipologie di impianto a fonti
rinnovabili. Le aziende italiane non sono tecnicamente inferiori a
nessuno e in alcuni casi stanno acquisendo quote di mercato in
altri paesi europei.
7) Quali sono i contro, se ce ne sono, di una scelta
operata in direzione delle energie rinnovabili?
Il lato difficile della conversione del
sistema energetico verso le fonti rinnovabili è
l'elevato livello di investimenti richiesto al momento della
costruzione degli impianti: dovendo sostituire costi di
combustibile futuri con costi di impianto oggi, vi è
un'anticipazione di spesa che risulta inizialmente onerosa. L'altro
aspetto è legato alla presenza sul territorio di
infrastrutture di produzione: la
sostituzione delle centrali termoelettriche passa necessariamente
per la consuetudine a vedere impianti fotovoltaici, torri eoliche,
camini delle stufe a biomassa. Rifiutare questo e quello non è
possibile e a mio modo di vedere una torre eolica che può essere
smantellata in due mesi non ha paragone con una centrale nucleare
che non potrà essere smantellata forse mai.
8) Ritiene che il tema nucleare possa essere
strumentalizzato a seguito dell'emergenza scatenata dal terremoto
in Giappone?
Gli eventi drammatici di Fukushima impongono un
ripensamento dei criteri di sicurezza delle
centrali esistenti, al di là del coinvolgimento emotivo così forte
del momento. Ignorare le risposte inadeguate degli impianti a
condizioni inattese sarebbe enormemente ingenuo. La posizione
italiana di rinviare di un anno ogni ulteriore atto in direzione
della costruzione delle centrali è ragionevole, ma non basta. La
comunità internazionale si deve porre delle
domande sul piano tecnico a cui devono dare risposte convincenti,
sennò nessun paese oserà avviare un nuovo cantiere.
9) Quale prevede sarà lo scenario fra cinque anni? Cosa
si augura possa realizzarsi nel futuro prossimo?
Io sono sorpreso quando guardo il cambiamento dello scenario
degli ultimi 5 anni. Sono stati raggiunti risultati
inimmaginabili: 4000 MW di fotovoltaico in Italia, 27000
MW eolici in Germania e 20000 MW eolici in Spagna sono traguardi
che non si potevano ipotizzare solo nel 2006. Il prossimo
quinquennio seguirà in questa direzione, con una drastica
riduzione dei consumi negli edifici nuovi, la
diffusione delle fonti rinnovabili per la
produzione di energia termica e la progressiva
de-carbonizzazione dell'economia.
Il viaggio verso un sistema energetico sostenibile è
appena incominciato.
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